PRESENTATO IL SESTO LIBRO DELLA RASSEGNA LETTERARIA “Libri Inn….Riviera”: Oltre il Velo: Fede, Rito, Sacralità

01 Tama, Zagari, Lombardo e LangellaGIARDINI NAXOS. La suggestiva chiesa intitolata a Maria SS.ma Immacolata di Giardini Naxos ha ospitato il sesto incontro del Salotto letterario “Libri Inn….Riviera”, ideato e promosso dall’Associazione Scientifico Culturale Mea Lux, presieduta dalla presidente regionale della SIAF Angela Lombardo. La chiesa che si affaccia sull’incantevole baia della prima colonia greca di Sicilia è stata il palcoscenico ideale per trattare il tema della serata intitolata “Oltre il velo: Fede, Rito, Sacralità’”. La rassegna letteraria questa volta ha voluto proporre un testo nel quale traspare la complementarietà tra scienza e spiritualità, attraverso l’interpretazione simbolica della scultura del Cristo Velato che si trova della Cappella di San Severo a Napoli, realizzata nel 1753 da un giovane scultore napoletano, Giuseppe Sammartino.
A differenza dei cinque incontri precedenti, dove i protagonisti della serata hanno presentato il proprio libro edito, in quello di Giardini Naxos è stato invece esposto l’anteprima del libro del prof. Elviro Langella intitolato “Oltre il velo” che sarà presentato il 21 giugno al Museo Minimo Sancrez De Luna di Napoli. Il testo costituisce il proseguimento delle edizioni precedenti scritte dal prof. Langella illustre studioso della famosa scultura napoletana e della Cappella di San Severo alla quale ha dedicato diversi libri. A tal proposito ricordiamo come lo scorso anno nell’isola di Procida in occasione della settimana santa, presso la Congrega dei Frati Turchini, il prof. Langella ha partecipato, riscuotendo grande successo, ad una tavola rotonda di due giorni dove sono stati messi a confronto tre grandi opere, il Cristo velato del Sammartino. il Cristo morto di Carmine Lantriceni, conservato nella chiesa della Congrega dell’Immacolata dei turchini sull’Isola di Procida ed il Cristo deposto del duomo di Capua del maestro Matteo Bottiglieri. Quest’ultimo, lo ricordiamo, autore della statua della Madonna Santa Maria Raccomandata Patrona di Giardini Naxos portata via mare da un bastimento dei fratelli Cacopardo il 6 aprile 1847 e, custodita nella chiesa madre che porta il suo nome.
L’incontro culturale svoltosi nella Chiesa dell’Immacolata, è stata un occasione suggestiva per conoscere meglio la storia affascinante della Cappella di San Severo e dei tesori artistici che essa custodisce, noti in tutto il mondo, in particolare la statua del Cristo Velato commissionata da Raimondo De Sangro, principe di San Severo, allo scultore Giuseppe Sammartino per onorare la morte dell’amico compositore Giovan Battista Pergolesi, la cui morte era stata preannunciata in sogno dalla donna amata Maria Spinelli.
In apertura di serata è stato proiettato il video realizzato al convento dei Frati Cappuccini di Linguaglossa (Ct) intitolato “Le ultime note di Giovanbattista Pergolersi“, regia di Rosario Minardi su progetto di Elviro Langella. Le riprese ed il montaggio sono di Francesco Attardi. Il video rappresenta in maniera suggestiva e toccante, gli ultimi istanti di vita del Pergolesi morto nel 1736 di turbercolosi a soli 26 anni nel convento dei Cappuccini di Pozzuoli (Na). La rievocazione storica di quel momento drammatico è stata magistralmente ricostruita nel convento etneo che ha visto protagonisti, tra gli interpreti, anche gli stessi monaci di Linguaglossa. A rendere ancora più suggestive le immagini le note dello “Stabat Mater” la composizione che Giovanbattista scrisse con le ultime sue forze.
L’emozionante e commovente ouverture scelta per introdurre l’evento ha subito proiettato il numeroso pubblico presente nelle suggestive atmosfere del secolo dei lumi che hanno fatto da cornice al tema dell’incontro iniziato con i saluti di Padre Eugenio Tamà parroco della chiesa madre Santa Maria Raccomandata e di quella dell’Immacolata.
Impeccabile la conduzione della serata da parte di Angela Lombardo, ideatrice del salotto letterario la quale, con i suoi interventi è riuscita, con raffinata maestria, a caratterizzare i momenti più significativi della kermesse. Introducendo il tema della serata con brevi cenni sui protagonisti che ruotano attorno alla storia del Cristo Velato e, presentando i relatori, ha anche spiegato come i contenuti dei libri presentati nel salotto letterario mirano, in particolar modo, alla divulgazione di tematiche riguardanti la cultura olistica. Prima di dare inizio agli interventi è stato replicato il rituale del “diario di bordo” ovvero l’apposizione della firma seguita da un breve pensiero dell’autore del libro nel registro degli eventi.
L’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Elviro Langella il quale utilizzando delle slides ha iniziato a parlare del Cristo Velato e della Cappella di San Severo che saranno ancora protagoniste nel suo prossimo libro. “Tra le sculture della Cappella“, ha spiegato Langella “questa è, quella che maggiormente affascina per lo strabiliante effetto di trasparenza, reso dall’autore sui più minuti dettagli delle membra del Cristo. Il capo dolcemente reclinato sul cuscino, la vena che sembra ancora pulsare sulla fronte, le mani dalle sottili dita raccolte sul corpo, i solchi delle stimmate tangibili, rendono questa scultura immediatamente espressiva, non per una prodigiosa tecnica scultorea ma, soprattutto, per un grandissimo sentimento lirico ed un’elevata emozionalità nell’interpretare questo tema sacro. L’effetto illusionistico del velo, che rende fluido il movimento del corpo in tutta la sua anatomia, non ha lo scopo di un consumato virtuosismo come apparentemente può sembrare ma, piuttosto, quello di rianimare le membra rilassate nell’abbandono della morte, rendendoci, per effetto di un’intensa suggestione, partecipi spettatori del sacrificio della Croce. La Cappella, legata al nome di Raimondo Dè Sangro, principe di San Severo e, ai suoi interessi per la scienza e l’alchimia, sembra realizzare un felice connubio tra impegno artistico – che trova espressione negli orientamenti figurativi, inediti del ‘700 napoletano – e il fascino misterioso del tempio iniziatico“.
Il prof. Langella ha proposto un invito alla riflessione sul rapporto tra i valori cristiani incarnati dall’immagine di Cristo quale icona della Passione, e i diversi modi con cui gli artisti hanno inteso rappresentarla nell’arte sacra, con riferimento particolare alla scultura del Settecento; vale a dire il secolo in cui Elviro Langella ha scelto di ambientare il suo libro. Poiché il contesto nel quale si snoda la narrazione è il Regno delle due Sicilie e prevalentemente Napoli, l’autore, nel corso della serata ha dato risalto all’opera, il Cristo Velato, che più di ogni altra, può interpretare i sentimenti religiosi della città partenopea.
Non è un caso che il servizio della RAI, “Dio vive a Napoli”, andato in onda dopo la Via Crucis della Settimana Santa, abbia introdotto la recente visita di Papa Francesco a Napoli con alcune lunghissime carrellate proprio sul Cristo velato, divenuto nell’immaginario del pubblico emblema dell’anima pulsante dei fedeli napoletani.
L’autore, a dispetto del titolo del libro (una sorta di work in progress dei lavori precedenti) ha chiarito che, non intende affatto spingersi “oltre il velo”, ben consapevole del rischio di profanare l’altezza artistica e spirituale di un tal capolavoro. Piuttosto, invita a ripercorrerne l’ispirazione fin dall’inizio, inquadrandola nella grande epopea dell’arte sacra di quegli anni, a cominciare dallo straordinario Cristo deposto del Duomo di Capua realizzato da Matteo Bottiglieri, il maestro del Sammartino.
Reduce dagli studi condotti assieme ad altri quattro esperti e storici dell’arte, in una tavola rotonda tenuta sull’isola di Procida durante i riti dei “Misteri” della Settimana Santa, Langella ha messo a confronto questi insuperabili capolavori con l’analogo Cristo morto di Procida scolpito da Carmine Lantriceni. Intorno a quest’opera di struggente sofferenza, gravita la sacra rappresentazione del Venerdì Santo che coinvolge l’intera comunità isolana di 5 mila abitanti. Tra le più toccanti e imponenti d’Europa essa è aperta alla partecipazione creativa di 300 ragazzi che realizzano 40 carri allegorici monumentali rinnovati di anno in anno, con inedite immagini ispirate ai “Misteri”.
A conclusione del suo intervento, Langella ha sottolineato come “I veri capolavori dell’arte sacra non sono solo quelle opere sublimi che ammiriamo magari nella Cappella gentilizia di qualche coltissimo principe aristocratico, ma anche quelle che in molte antiche città del mondo cristiano, convivono con lo spirito delle tradizioni popolari, continuando a sfilare, da più di tre secoli, nelle sacre rappresentazioni della Settimana Santa intorno alle quali ancora si raccoglie con lo stesso fervore di un tempo, la comunità dei fedeli”.
A dare tono alla serata con il suo interessante contributo è stato il dott. Silvio Zagari, responsabile del “Centro di Psicologia Quantistica” di Catania, il quale ha tracciato le dinamiche con le quali, attraverso la preghiera è possibile mettersi in contatto con Dio. Come negli incontri precedenti l’intervento di Zagari è stato illuminante e soprattutto emotivamente coinvolgente per aver trattato con delicata e rispettosa armonia di toni e contenuti una materia tanto sacra come la fede in Dio e la preghiera. Dopo avere individuato il comune denominatore tra rito, fede e sacralità nella preghiera e, la preghiera come mezzo per connettersi con Dio ed “andare oltre il velo”, Zagari ha trattato il predetto tema dal punto di vista della fede e della scienza utilizzando una bellissima metafora di Papa Wojtyla: “Fede e scienza sono come due ali con le quali l’umanità deve intraprendere il suo viaggio terreno e spirituale“. Ha evidenziato come la differenza tra scienza e spiritualità non è nel fine che perseguono ma nel modo in cui lo perseguono. Infatti oggi scienza e spiritualità sono i grandi fiumi dell’attività umana che stanno convergendo. Successivamente Zagari ha iniziato a spiegare, da un punto di vista scientifico, la connessione dell’uomo con la mente di Dio che passa attraverso gli studi del fisico tedesco Burkhard Heim (scomparso nel 2001) che ha dedicato gran parte dei suoi 76 anni di vita alla Fisica teorica e alla ricerca di una teoria di campo unificata, cioè una teoria che unisse la relatività generale di Einstein alla Meccanica Quantistica. “Secondo Heim“, ha spiegato Zagari, “il vuoto non è vuoto ma è composto da una serie di elementi invisibili comunicanti fra loro che connettono le quattro dimensioni previste dal fisico tedesco (dimensione delle mente di Dio – dimensione delle informazioni – dimensione delle strutture e dei progetti di Dio – dimensione spazio tempo che è la nostra dimensione)“. Quindi ha proseguito spiegando che il pensiero “precipitato” di Dio o quelle informazioni che viaggiano attraverso i fotoni crea tutto ciò che noi chiamiamo realtà. Quando queste informazioni entrano in contatto con l’uomo, si trasformano in biofotoni e successivamente in un segnale elettromagnetico cioè un messaggio che sottoforma di immagine, simbolo o intuizione ha il compito di indirizzare la nostra vita verso il progetto divino. Presupposto essenziale perché ciò avvenga è la preghiera, quella recitata con fede, col cuore e con la mente. Affinché tutto ciò accada e tale comunicazione col divino avvenga, sia in entrata (da Dio all’uomo) che in uscita (dall’uomo a Dio) deve essere superata una barriera energetica (effetto tunnel quantistico). Questo avviene attraverso un altro meccanismo quantistico definito “coesione quantistica” che viene attivato dalla preghiera. In sostanza la preghiera è in grado di permettere all’uomo di comunicare con Dio e viceversa poiché genera quella coesione quantistica necessaria a superare ogni barriera energetica. Il relatore ha concluso con l’auspicio di buttare le cerbottane attraverso cui guardiamo l’Universo per sostituirle con degli occhiali quantistici e di fede. In questo modo è possibile per ammirare la bellezza del creato e la grandezza del Creatore.
A conclusione della serata Angela Lombardo dopo aver ringraziato Padre Eugenio Tamà per l’ospitalità, i relatori ed il pubblico intervenuto ha dato appuntamento a tutti per la presentazione dell’ultimo libro che concluderà la prima edizione della rassegna.

                                                                                                              ROSARIO MESSINA



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